13 Maggio 1943 - Bombardamento aereo su Augusta

65 anni addietro il bombardamento aereo su Augusta, ricordiamo questo tragico giorno per non dimenticare gli orrori della guerra.

13 Maggio 1943 Cronaca di Guerra.
"Nei primi mesi del 1943, in genere verso mezzogiorno, transitavano per il cieli di Augusta i Liberators, i famosi B-24 quadrimotori che volando ad una altitudine superiore ai 6.000 metri, e quindi al riparo dalla reazione delle batterie antiaeree, avevano permesso al nemico il bombardamento diurno che sia a Napoli, che Bari, Messina, Catania aveva prodotto effetti molto più disastrosi e drammatici sulle relative popolazioni. Augusta fino ad allora era stata immune da tali azioni, la popolazione viveva però sempre nell’incubo che da lì a poco potesse essere la prossima vittima, anche se qualcuno era convinto che qualche generale americano di natività augustana avesse dato l’ordine di non colpire la città natia. In effetti Augusta fino ad allora non era stata giudicata degna dell’intervento dei Liberators. Ma l'11 maggio era entrata nella rada di Augusta la Nave Cisterna "Carnaro", il cui compito era il rifornimento di benzina avio e gasolio per i serbatoi del pontile Nafta al servizio degli alleati, in particolare per le esigenze degli aeroporti di Catania e di Comiso. Ciò dette spunto agli Anglo-Americani di attaccare Augusta. Furono previste due ondate di bombardamenti, l’obiettivo era quello di colpire la cisterna, “attack tanker” Il giorno prima come di consueto prima degli attacchi, i Liberators sorvolarono Augusta, stavolta di pomeriggio e solo per lanciare dei volantini –Avviso che avevano tutta l’aria di presagire un attacco imminente. Il direttore del pontile nafta riuscì a fare spostare la Carnaro a Gennalena dalla parte opposta del porto ma incredibilmente per quella volta gli americani non effettuarono l’ultimo giro di perlustrazione che sicuramente li avrebbe indotto a sospendere l’attacco. Alle ore 12.30 del 13 maggio 1943, il suono delle sirene lanciò l’allarme aereo. Alle ore 12.50 circa 28 quadrimotori B-24 del 376° Gruppo, al comando del Col. Kompton, che volavano ad una altitudine di circa 6000 metri, come stabilito dal loro piano di volo, sganciarono su Augusta il loro carico di distruzione e di morte. A questa seguì alle ore 13.40 la seconda ondata di bombardamenti da parte di altri 25 Liberators del 98° gruppo al comando del Col. Kane, detto il killer. Nulla poté fare la contraerea presente sul territorio, sia per l'altitudine dei bombardieri, sia per la foschia di quel tragico giorno. Dopo quest’ultimi 10 interminabili minuti di bombardamenti a tappeto, Augusta si presentava, allo sguardo atterrito di chi si era rifugiato nelle colline circostanti, un insieme di rovine e calcinacci fumanti. La sera del 13 maggio la Nave Cisterna Carnaro, indenne, lasciò il porto di Augusta e si diresse verso un ormeggio più sicuro. L'obiettivo primario degli Anglo-Americani non era stato colpito. Il Bollettino di Guerra N. 1084 del 14 maggio 1943, denunciò il bombardamento, minimizzando, sia la potenza di fuoco che il numero delle vittime. Questo recitava: lieve danneggiamento agli edifici; decesso di 19 persone; persone ferite 41. Seguirono altri tre bollettini che di volta in volta aggiungevano altre vittime fino ad arrivare all’ultimo diramato il 17 giugno che comunicava il definitivo numero di morti con un elenco di ben 61 nomi (di cui ancora n. 5 sconosciuti) a cui poi se ne aggiunse un ultimo. Il giorno 13 maggio 1943, fu un giorno di disperazione e di lutto per la popolazione augustana, a causa di questa incursione aerea perirono 23 uomini e 39 donne, i danni al patrimonio edilizio furono ingenti. Non vi furono vittime tra i militari o tra gli addetti ai lavori della zona Nafta, solo la popolazione civile che aveva avuto l’unica colpa di abitare in questa isola così importante dal punto di vista strategico-militare come del resto durante i sette secoli di vita era avvenuto, ne pagò pesantemente sulla propria pelle le conseguenze. E’ quindi doveroso ricordarli, compreso il piccolo Giuseppe di appena tre mesi di età e, rivolgere il massimo onore e rispetto, nella speranza che il loro sacrificio ci sia da insegnamento e da severo monito per non commettere altri imperdonabili errori e dire: No alla guerra."


Articolo e foto tratti da: http://www.storiapatria-augusta.com/
Autori: Gaetano Gulino - Francesco Carriglio
Augusta 13 Maggio 2008

2 commenti:

sergio ha detto...

bellissimo articolo, complmenti!
bellissima anche la foto, sempre attivo e prodigo per augusta.
Continua così, ciao!!!

Andrea ha detto...

Il Lions Club Augusta Host ha ricordato la ricorrenza del sessantacinquesimo anniversario del bombardamento del 13 maggio 1943. Un bilancio pesante (62 morti e decine di feriti) e un ricordo sempre vivo nella memoria. Una pagina di storia da raccontare. Per non dimenticare.

Sessantacinque anni dopo Augusta ha ricordato i suoi morti e le sue distruzioni, quelli di un maggio di guerra lontano, dei quali i segni e la memoria sono ancora vividi e presenti nel ricordo di tanti dai capelli bianchi ed in alcune emblematiche ferite dell'abitato nel centro storico.
Il 13 maggio 1943 Augusta venne bombardata in pieno giorno dai quadrimotori americani, soffrendo 62 morti, decine di feriti, danni ingenti all'abitato ed al patrimonio monumentale. Un'inutile mattanza, soltanto per tentare di colpire una modesta cisterna carica di carburante che, per beffa, proprio il giorno prima dell'attacco era stata allontanata dalla città; come se questo poteva essere sufficiente per scongiurare ogni pericolo per i civili e le loro case. Così non fu, perché i "Liberators" quando arrivavano sull'obiettivo, il loro carico di morte da qualche parte dovevano sganciarlo sempre. Anche sugli obiettivi secondari, quando quelli designati per primi non potevano essere raggiunti: la nave cisterna non c'era più, andavano bene i serbatoi del deposito e quanto vi fosse attorno per oltre un chilometro. L'inferno scese giù dal cielo, da ben oltre quei seimila metri dove i proiettili dei cannoni antiaerei della temuta piazzaforte arrivavano radi o per niente. Due ondate, inutile la prima, più che superflua la seconda, per mettere bomba su bomba, a grappoli serrati, sulla sagoma della penisola di Augusta, sorvolata da nord ovest a sud est, in diagonale, in poco meno di un'ora, dalle due formazioni di bombardieri.
Il Lions Augusta Host, nel solco di una tradizione ormai cinquantennale , continua da sempre ad essere sensibile alla rievocazione di eventi storici militari che hanno segnato il vissuto della comunità cittadina. Già aveva assegnato il proprio "Premio Lions 1976" all' indimenticale storico militare Tullio Marcon per la redazione del libro "Augusta 1940-1943, cronache dalla piazzaforte" e nel 1986 aveva donato al Comune di Augusta di una lapide posta nell'ingresso principale del Palazzo di Città in memoria delle vittime e dei superstiti del piroscafo Conte Rosso.
Il Lions Augusta Host ha assunto adesso l'impegno di celebrare annualmente la memoria del tragico evento del 13 maggio 1943. Si è così concluso nei giorni scorsi il service "Diamo un segno in più del nostro esserci " proposto dal club presieduto dall'avv. Antonella Bona - al fine di diffondere la «memoria del nostro passato e della nostra storia cittadina». La Commissione Lions dopo avere esaminato gli elaborati realizzati dai partecipanti delle scuole superiori di Augusta al Premio, pubblicato nel 2007 ed avente per tema il bombardamento del 13 maggio 1943, ha proclamato quale vincitore l'elaborato grafico redatto dalla studentessa Vincenza Amato della classe IV B del Liceo Classico "Megara" Sezione Scientifica.
Nel giorno della ricorrenza, il Lions Augusta Host ha organizzato una Cerimonia in ricordo dell'evento che è stata tenuta nel Salone di Rappresentanza della Banca Agricola Popolare di Ragusa. Alla studentessa vincitrice è stato consegnato un assegno in denaro ed all'Istituto scolastico una targa per la partecipazione al service.
Il presidente del club avv. Antonella Bona ha inoltre consegnato al Sindaco di Augusta avv. Massimo Carrubba un quadro commemorativo realizzato a cura dell'ing. Giovanni Pignato , presidente della Commissione Lions, che si ispira al disegno della studentessa vincitrice del concorso.
Autorità militari e civili della città hanno presenziato alla manifestazione .
La fase cerimoniale è stata preceduta da una conferenza sull'evento, con gli interventi dell'avv. Antonello Forestiere sul tema " La storia " e dell'avv. Francesco Migneco sul tema "La memoria".
L'intervento dell'avv. Antonello Forestiere, storico militare, direttore del civico "Museo della Piazzaforte" , per oltre vent'anni collaboratore dell'ing. Tullio Marcon, ha avuto natura rigorosamente tecnica, volto alla disamina dell'evento attraverso approfondimenti, frutto anche di attuali analisi e ricerche. Il tema è stato pertanto affrontato in modo originale, suscitando l'interesse del vasto pubblico intervenuto. Dopo avere tracciato un quadro sulla situazione strategica generale nel Mediterraneo e sulla composizione delle forze aeree alleate in Africa settentrionale operanti nel 1943, è stato spiegato l'influsso della nuova e più severa dottrina operativa adottata dall'aviazione americana per i bombardamenti, che venivano effettuati anche di giorno e con una grande impiego di aerei e bombe di grosso tipo. Sono state ricordate le incursioni sull'Italia meridionale e la Sicilia in quell'anno in cui, Augusta, sino a quel momento, era stata risparmiata da attacchi importanti. L'arrivo in porto della cisterna "Carnaro" ormeggiatasi al Pontile Nafta fu, come risaputo, il motivo dell'attacco americano. Quindi, sono state illustrate le caratteristiche del bombardiere quadrimotore B-24 Liberator e la composizione degli equipaggi, anche con riferimento alle dotazioni di volo; è stata poi analizzata la storia dei due Bomber Group dell'U.S.A.A.F. che effettuarono la missione e dei loro comandanti, tra cui il colonnello J. R. "Killer" Kane.
Con riferimento all'attacco, lo storico ha affrontato lo specifico aspetto della modalità di composizione delle formazioni e il tipo, numero e ripartizione sugli aerei delle bombe impiegate, anche in raffronto comparativo con analoghe missioni effettuate dai bombardieri americani su altri obiettivi in quel periodo. Tutto questo per trarre alcuni precisi elementi conclusivi sull'evento. L'attacco e le sue distruzioni avrebbero potute essere evitate se, poco prima di questo, fosse stata effettuata una semplice ricognizione preventiva. Gli equipaggi, invece, una volta giunti su Augusta difficilmente avrebbero potuto evitare di lanciare le bombe, anche sugli obiettivi alternativi, così come in effetti fecero; le bombe infatti venivano innescate poco prima del lancio e bisognava dunque "liberarsene"; inoltre il criterio di lancio era ad "imitazione" da parte della formazione dopo lo sgancio iniziale del capo gruppo. Quale, in ultimo, al di là dei danni e delle vittime, le ulteriori conseguenze di quel bombardamento? Doveroso, per l'oratore, concordare con l'insindacabile giudizio finale di Marcon: il 13 maggio 1943, al di là dei morti e delle distruzioni, accrebbe ad Augusta tra i militari ed i civili l'inevitabile sfiducia ed il senso di impotenza di fronte al nemico; questa fu la premessa determinante del definitivo collasso nell'invasione del luglio 1943 che di li a poco sarebbe seguita.
Appassionata ed a tratti venata da sincera commozione, la testimonianza dell'avv. Francesco Migneco, Past Presidente del Club, al tempo poco più che ragazzo e testimone diretto dell'accaduto. Nel suo racconto, sintesi di un corposo memoriale raccolto, è stato tinteggiato il clima e la vita cittadina del periodo della città e della gente che continuava ad abitarvi, nonostante la guerra ed i rischi delle incursioni nemiche. Poi, le ore dell'attacco, il rombare dell'imponente formazione aerea nemica, il sibilare e lo scoppio ripetuto delle bombe, l'aria divenuta acre e densa di fuliggine ed odore di cordite, i morti, i feriti, le distruzioni. Forti le suggestioni dettate da alcuni indelebili ricordi quali quello di una donna lacera che si trascinava vicino alle macerie recando in braccio un infante con la mano cadente, forse per le ferite riportate, nonché l' abbraccio personale del relatore - all'epoca giovane studente - scampato alla morte, forte con il padre "mai più dimenticato per tutta la vita" suscitando l'applauso commosso dei presenti.
Hanno fatto da cornice alla manifestazione l'esposizione di alcuni importanti ed originali cimeli d'epoca forniti dalle loro collezioni personali, da parte del dott. Alberto Moscuzza, Presidente dell'Associazione "Lamba Doria" di Siracusa e dell'avv. Giuseppe Monticchio, Vice Presidente del club. Elmetti, maschere antigas, manifesti, cuffie e caschi aeronautici, un esemplare di spezzone incendiario, tutto per ricordare un passato tragico che la memoria degli uomini, quale monito ed insegnamento, ha oggi più ce mai il dovere di preservare ed eternare.
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